feb
18
E’ vero che oramai dovremmo essere abituati a tutto ma non riesco ancora a non stupirmi di fronte a situazioni ambigue e pericolose come quelle introdotte dal decreto milleproroghe in termini di trattamento dei dati.
Anche tra chi si occupa di diritto ci sono posizioni non chiarissime.
- C’e’ chi parla di unaproroga solo per la pubblicita’ diretta postale http://www.microsoft.com/italy/pmi/legale/milleproroghe.mspx
- C’e’ chi invece parla di call-center http://studiocelentano.it/d.asp?id=33787&opt=ict
- Si riprende anche il discorso delle Robinson list…http://www.istitutoitalianoprivacy.it/it/
Nonostante, da operatore del settore, dovrei sentirmi felice di una norma che viene incontro al “business”, penso personalmente che questa proroga sia un grave errore che sgretola ulteriormente il lavoro fin qui fatto in termine di protezione dei dati personali.
E’ un grave errore abbozzare provvedimenti senza entrare nel dettaglio della materia e rendere la disciplina ancora piu’ caotica di quanto gia’ non sia.
Gia’ mi vedo negli anni prossimi la barzelletta (gia’ vista con il rinvio dell’obbligatorieta’ del DPS che ha subito in 5 anni circa 5 rimandi se non erro) del prorogare la milleproroghe.
Sulla posta elettronica la situazione e’ ancora meno chiara… ma cerchero’ di raccogliere piu’ opinioni possibili. Ho gia’ chiesto di farmi sapere la posizione di Assocomunicazione e dell’Istituto Italiano privacy.
