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Mobile marketing-2
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Come dicevo nel post precedente, nonostante gli innegabili benefici del mobile marketing, la ricerca del Politecnico di Milano ha evidenziato anche alcune criticità.
Tra queste la mancanza di competenze sulle diverse attività possibili sul canale mobile e sull’adattamento di alcuni formati (come i banner) al canale.
Per alcune aziende inoltre il mobile manca di accuratezza nella profilazione del target.
Ma il dubbio più forte che viene espresso è la paura di percezione di invasività.
Problemi tutti superabili con un po’ di informazione e con la conoscenza approfondita dei nuovi strumenti a disposizione del canale.
Spesso infatti il mobile è visto come un mezzo di massa con l’effetto di non coglierne appieno le potenzialità e di percepire una generale insoddisfazione qualora non si ottengano i risultati desiderati.
Va poi detto che esiste anche una scarsa conoscenza in alcune agenzie creative.
Cosa fare allora? Adesso più che mai è necessaria un’azione di educazione e sensibilizzazione di tutta la filiera, come hanno sottolineato i curatori dello studio.
Intanto alcuni numeri: nel 2008 gli SMS inviati dalle aziende per comunicare con i consumatori sfioreranno il miliardo. Il settore ha raggiunto i 67 milioni di euro, crescendo del 26% rispetto al 2007.
Secondo Strategy Analitics esistono 2,7 miliardi di utenti Mobile, con un tasso di sostituzione dei terminali molto elevato.
Solo nell’ultimo anno sono stati venduti nel mondo 1,2 miliardi di telefoni, di cui 22 milioni solo in Italia.
Per grado di penetrazione sulla popolazione mondiale il cellulare è secondo solo alla TV, ma questo rapporto si inverte nelle fasce giovanili che utilizzano il telefonino nel 97,2% dei casi contro l’87,9% della TV, secondo l’ultimo rapporto del Censis.
Il cellulare si confema quindi un media su cui puntare nel prossimo futuro. A patto che gli operatori del settore riescano a dialogare con aziende e centri media.
