Si è chiuso ieri lo Iab Forum 2008. Due giornate interessanti di confronto e dibattito sull’andamento del web nel nostro Paese e sulle prospettive della pubblicità online nel prossimo futuro. Email ed sms compresi. Riprendo da DailyNet un significativo stralcio delle considerazioni finali di Layla Pavone, presidente Iab Italia.

“Abbiamo raggiunto l’obiettivo di affrontare il web e la pubblicità digitale da un punto di vista più adulto, perché se prima era necessario far conoscere internet come strumento, oggi, è di maggior interesse contestualizzarlo all’interno di un modello politico- economico-sociale. Internet non è soltanto un media, è un grande ambiente”.
“E’ impensabile non fare comunicazione anche e soprattutto in maniera sofisticata con progetti interessanti – ha sottolineato Pavone – Anche per questo motivo abbiamo istituito con Accenture un Osservatorio congiunto dedicato alla industry. La prima indagine ci aiuta a perimetrare la dimensione del comparto e a prendere consapevolezza del fatto che si tratta di una filiera molto complessa”.
Finalmente, ha ribadito il presidente Iab Italia, quest’anno è stato riconosciuto il ruolo economico del settore: “Ha colpito tutti la dichiarazione del Sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, il quale ha espresso concetti molto favorevoli per lo sviluppo di internet, definendolo “driver del sistema economico italiano. E’ intenzione comune incontrarci, tanto che il Sottosegretario Romani ha dichiarato la sua disponibilità ad approfondire la conoscenza del comparto, poiché ritiene che il tema attenga al suo mandato”.
Ed ecco qualche dato emerso nel corso del Forum: se la ricerca europea di Forrester su oltre 330 investitori pubblicitari dimostra che il 46% delle aziende spenderà nel 2009 lo stesso budget di quest’anno, c’è anche un 26% che spenderà cifre maggiori. Anche per il prossimo anno dunque la crescita del comparto italiano è destinata a mantenersi poco al di sotto del trend di quest’anno, con stime di progresso nell’ordine del 20 per cento.

Commenti

Scrivi un commento